30 mar, 2011
La matematica resta un mistero per il 20% della popolazione. Ma ora, per aiutare chi fatica a fare i conti, arriva un’invenzione messa a punto all’Università di Oxford (Gb), che promette di trasformare il ‘popolo degli analfabeti con i numeri’ in calcolatrici umane. Il sistema, una sorta di ‘cuffia’ che stimola le capacità matematiche grazie a elettrodi localizzati ad hoc, è stato messo a punto da Roi Cohen Kadosh.
Si tratta di una sorta di ‘cappello elettronico’ che sfrutta la stimolazione diretta transcranica per stimolare precise regioni del cervello, con mini-scosse elettriche indolori. Gli elettrodi rendono il tessuto cerebrale più ricettivo. E, se la stimolazione è concentrata sui lobi parietali destro e sinistro del cervello (proprio dietro le orecchie), a beneficiarne sono le capacità di lettura, scrittura e soprattutto di fare i conti.
Ma come funziona il cappello elettronico? Si tratta di una fascia imbottita collegata a fili ed elettrodi, che permette di bersagliare un’area specifica. Questa produce sostanze chimiche che fanno sviluppare o modificano le cellule cerebrali. Un processo di plasticità neurale che è essenziale, spiega l’esperto, per l’apprendimento.
Dopo una stimolazione mirata di 30 minuti al giorno per una settimana, i soggetti testati dal medico sono stati in grado di eseguire le operazioni richieste molto più rapidamente e correttamente di prima. Ma la ricerca va oltre: lo studioso spera di impiegare, in futuro, la cuffia elettronica anche contro depressione e Parkinson, o per aiutare le persone con problemi di apprendimento. E se sul web sono già in vendita negli Usa stimolatori transcranici che funzionano un po’ come quello testato in GB, sull’efficacia di questi apparecchi ci sono dubbi. E lo stesso esperto britannico invita a guardarsi dal fai-da-te. “C’è il rischio, senza volere, di causare problemi”, conclude: dal mal di testa a crisi epilettiche.e