11 gen, 2011
Hotel.com, leader nella prenotazione di hotel online, ha effettuato una ricerca coinvolgendo 3000 viaggiatori di tutto il mondo che ci svela le preferenze gastronomiche in vacanza degli italiani e non solo.
Se pensate che i viaggiatori italiani, viziati da una cucina considerata tra le migliori al mondo, non osino avvicinarsi ai piatti locali dei Paesi che visitano per timore di qualche brutta sorpresa poco commestibile, vi sbagliate: la maggior parte degli italiani crede che provare i sapori locali sia proprio una delle principali attrattive del viaggio, anche se non riusciamo a rinunciare a lungo a pasta, pizza e caffè.
Nonostante sia credenza diffusa identificare l’italiano medio come un tradizionalista che non ama sperimentazioni gastronomiche troppo audaci, il 93% degli intervistati quando è all’estero prova la cucina locale “per principio”; idea condivisa in media anche dall’87% dei viaggiatori del resto del mondo.
Proprio per questo motivo, più della metà dei nostri connazionali (il 52%) sceglie formule di alloggio che non vincolino al pasto in hotel in modo da avere la libertà di curiosare tra supermercati e ristoranti tipici alla ricerca degli autentici sapori del luogo. Questa formula è la preferita anche dal 78% dei finlandesi, dal 68% dei danesi e dal 60% dei giapponesi.
Una considerevole percentuale di italiani (21%) ammette addirittura di aver scelto la destinazione delle vacanza proprio per assaggiare o gustare nuovamente le prelibatezze locali. Le mete più gettonate sono Barcellona per la paella, Cetara per la rinomata colatura di alici, il Giappone per un sushi preparato a regola d’arte, la Grecia per provare pastissio e moussaka o ancora il Belgio per la birra preparata secondo la tradizione delle abbazie. Tra i popoli amanti dei “viaggi culinari” spiccano quelli orientali: ben il 48% dei giapponesi e il 47% dei coreani intervistati dichiara infatti di scegliere una meta piuttosto che un’altra in base al cibo.
Sono proprio i giapponesi a considerare più di tutti la nostra cucina come la migliore al mondo (34% degli intervistati), arrivando a ignorare completamente il sushi a favore di lasagne, cotoletta e tagliatelle!
Ma le sorprese non finiscono qui: nonostante il noto nazionalismo francese, secondo la ricerca di Hotels.com, i cugini d’oltralpe hanno ammesso di amare la cucina italiana quasi come i loro piatti nazionali: infatti il 18% degli intervistati francesi colloca i piatti nostrani tra i più apprezzati, una percentuale leggermente inferiore a chi predilige quiche e ratatouille (23%).
Benché il 40% dei connazionali dichiari di non sentire per nulla la mancanza del cibo nostrano quando si trova oltre confine, per i nostalgici i piatti più rimpianti sono: pasta, pizza e caffè espresso. Queste sono le eccellenze che contribuiscono a posizionare la nostra cucina in vetta alle preferenze dei viaggiatori di tutto il mondo: il 21% degli intervistati indica infatti la gastronomia del Belpaese come migliore del globo. A discreta distanza seguono quella francese (12%), thailandese (11%), cinese e spagnola (9%) e infine indiana (8%).
Ovviamente concordi i nostri connazionali: l’84% mette sul gradino più alto del podio i piatti della nostra tradizione. Tra le gastronomie estere più amate vengono poi citate quella spagnola, messicana, francese, greca e indiana.
Oltre ai classici souvenir è in aumento la tendenza a portare a casa i prodotti gastronomici tipici del luogo, magari per riassaporare la vacanza anche tra le mura domestiche. Tra i cibi più strani scelti dai viaggiatori italiani, spiccano tutti i tipi di spezie, marmellate fantasiose come quella di rose, ma anche prodotti adatti a stomaci forti come carne di renna e squalo, o le, forse poco invitanti, formiche sott’olio.