Antenne intelligenti per risparmiare energia

Antenne intelligenti per risparmiare energia

25 gen, 2011

Le antenne per cellulari? Un inutile spreco di energia e una fonte inesauribile d’inquinamento. A sostenerlo sono due italiani: Michela Meo del Politecnico di Torino e Marco Marsan, uno dei nostri cervelli fuggiti all’estero, anche se per metà (divide il suo lavoro tra lo stesso Politecnico e l’ Istituto per gli Studi Avanzati di Madrid). Meo e Marsan hanno condotto uno studio sull’utilizzo dei ripetitori del segnale per telefonini, quelle enormi antenne ormai sparse su tutta la superficie terrestre (ce ne sono oltre 4 milioni in tutto il mondo). E hanno scoperto che di notte, quando il traffico è nettamente inferiore, queste rimangono accese consumando elettricità e inquinando l’ambiente. La soluzione? Far cooperare i diversi provider telefonici, condividendo le antenne e spegnendo quelle superflue.
Basta un semplice programma e telefonini capaci di cambiare network automaticamente (una funzione ormai standard). In questo modo, costi e consumi si abbatterebbero del 20%.
Un’idea semplice, che funziona. Eppure, le reazioni degli addetti ai lavori sono freddine. Molte le giustificazioni date per non utilizzare questa idea ma il vero problema, però, sembra un altro: oggi le compagnie telefoniche sono sì interessate a tagliare costi e risparmiare energia, ma non hanno alcuna intenzione di aiutarsi tra loro. Perché condividere i ripetitori significherebbe anche condividere le informazioni sui propri clienti, che potrebbero essere utilizzate per rubare abbonati dagli avversari.