27 gen, 2011
Con il nuovo anno arrivano anche nuove celebrazioni. L’assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infatti proclamato il 2011, insieme alla Foreste, alla Chimica e alle persone con origini africane, Anno Internazionale del Volontariato. Più di 100 milioni di europei sono impegnati in attività di volontariato e il 2011 offre la possibilità di rendere omaggio all’opera di queste persone, facilitare il loro lavoro e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco.
Nel corso dell’anno, oltre ad organizzare conferenze dedicate sul tema, un gruppo di volontari viaggerà in tutta l’Europa per illustrare il proprio lavoro e per discutere anche di molte problematiche sociali.
L’obiettivo della Commissione Europea è quello di sensibilizzare sul valore e l’importanza del volontariato come espressione di partecipazione civile, esempio di scambio tra le persone che contribuisce a risolvere problematiche di interesse comune, a tutti gli stati membri, ad uno sviluppo societario armonico e alla coesione economica.
Guardando in patria sono circa 1.100.000 i volontari italiani presenti nelle organizzazioni solidaristiche e 4milioni coloro che operano individualmente e in modo discontinuo. La cultura del dono, dunque, non è sconosciuta ai nostri connazionali e a fare bella figura ci sono i giovani.
Le fasce d’età maggiormente impegnate in attività gratuite di volontariato sono quelle che riguardano i giovani tra i 18 e i 19 anni (11,1%) e quelle relative a coloro che presumibilmente possono dedicare più tempo per tali attività e cioè tra i 55 ed i 64 anni (11,9% per i 55-59enni e stessa percentuale per i 60-64enni).
Ma ad insegnare le buone pratiche ci sono anche le piccole realtà locali, come il Comune di Poviglio, in provincia di Reggio Emilia. I dati raccolti dal Comune, infatti, ci dicono che sono circa 800 i volontari attivi nell’area pari a circa l’11% degli abitanti, percentuale superiore alla media nazionale.